Anasf invita le forze politiche a superare la contrapposizione Nord-Sud sulle Zone Economiche Speciali e ad aprire il confronto sulle ZESpro, la proposta di legge di iniziativa popolare sulle Zone Economiche Speciali di Prossimità. “Negli ultimi dieci anni l’Italia ha perso 140 mila negozi, con tre chiusure per ogni nuova apertura. Quattro milioni e mezzo di cittadini vivono in un comune senza più un alimentare sotto casa. La domanda non è a chi spetti la Zes, ma come tenere insieme il Paese. Perché dividersi sulla Zes significa dividersi davanti a centinaia di migliaia di saracinesche chiuse”, afferma Luigi Conte, presidente Anasf - l’Associazione nazionale dei consulenti finanziari, una categoria che gestisce un patrimonio di oltre mille miliardi di euro.
Anasf non entra nella contesa tra territori, ma propone di spostare il confronto dalla contrapposizione alla coesione, riconoscendo al commercio di prossimità, ai piccoli imprenditori e ai risparmiatori un ruolo centrale nel tessuto sociale ed economico del Paese.
Per l’associazione la risposta è nelle ZESpro: la proposta di legge di iniziativa popolare prevede fiscalità di favore, semplificazioni amministrative e un Fondo nazionale a supporto di attività commerciali, pubblici esercizi e servizi nei centri urbani, nei quartieri e nei borghi da rivitalizzare. “Nel 2025 i visitatori stranieri hanno speso in Italia 56,7 miliardi di euro, ma un terzo dei flussi si concentra in appena venti comuni. Abbiamo da una parte l’overtourism, dall’altra migliaia di borghi che si spengono. Crediamo che questo sia uno dei tanti squilibri che possiamo governare con ZESPro”, prosegue Conte.












