Genova - Da un lato la proposta di legge per l'istituzione delle Zone economiche speciali di prossimità (ZesPro) per andare incontro alle difficoltà dei commercianti; dall'altro la petizione depositata alla Camera dei Deputati con la raccolta firme per spostare la data dei saldi a fine stagione. Sono queste le proposte che emergono dall'assemblea provinciale di Confesercenti, riunita questa mattina per eleggere il presidente: il voto ha visto la riconferma di Massimiliano Spigno, giunto al terzo mandato consecutivo dopo la prima elezione nel 2017. A lanciare la campagna per la raccolta firme per lo slittamento delle date dei saldi è la presidente nazionale di Fismo (Federazione italiana settore moda) Confesercenti Francesca Recine, che individua nelle finestre di fine gennaio e fine agosto le date ideali per l'inizio degli sconti: «È una questione di correttezza della nostra professionalità: va protetta dando il tempo e lo spazio di marginare e di lavorare a prezzo pieno per tutta la durata della stagione - spiega - Saldare a inizio stagione o nel cuore della stagione non rappresenta l'andamento del nostro business, rappresenta quel fast fashion aggressivo che produce ogni quindici minuti una collezione nuova con metodi oscuri, poco chiari e non sostenibili. Fa parte di tutto quel mondo che noi, le nuove generazioni e le istituzioni stiamo mettendo in discussione. Riformare il nostro settore e riportare i saldi a fine stagione serve a ridare qualità al lavoro». La petizione, che si può firmare online su tutti i social dell'associazione, è stata «depositata da Fismo Confesercenti alla Camera dei Deputati per dare un segnale politico forte - aggiunge Recine - Vanno portati i saldi a fine stagione, va rivisto questo selvaggio far west di promozioni che si rincorrono, poi le norme una volta fatte vanno controllate». Per quanto riguarda la proposta di legge che punta ad istituire le ZesPro, Zone economiche speciali di prossimità, l'obiettivo è quello di far ottenere tutele, sgravi fiscali e semplificazioni burocratiche per le attività di vicinato. La proposta prevede anche l'istituzione dell'Osservatorio nazionale per il monitoraggio e la valutazione dell’efficacia delle misure adottate, nonché di un fondo dedicato al finanziamento degli interventi previsti. A presentare la proposta di legge è Massimiliano Spigno, che pochi minuti prima è stato riconfermato presidente di Confesercenti Genova per la terza volta. «L’obiettivo principale dei quattro anni di mandato - spiega - è quello di stare vicino alle imprese, aiutarle a crescere e soprattutto guidarle nella rivoluzione del commercio. Fare in modo che chi è sul territorio, diciamo sulla strada, possa continuare a lavorare tranquillamente. Anche innovarsi, perché non possiamo fare finta che il mondo non stia cambiando, però dobbiamo essere al fianco delle imprese per dare loro una mano». Il presidente Spigno ha anche chiesto alle istituzioni «trasparenza e regole uguali per tutti» per quanto riguarda la «distribuzione delle merci», che è «un processo inevitabile e irreversibile, ma anche in questo caso servono regole chiare che consentano di conciliare innovazione, sostenibilità ambientale, qualità urbana e tutela della concorrenza. Occorre prestare particolare attenzione alle sempre più numerose realtà che, pur presentandosi come semplici attività logistiche, in realtà svolgono funzioni assimilabili a quelle distributive e commerciali». E anche «una moratoria sui nuovi grandi insediamenti commerciali, almeno fino a quando non saranno valutati con attenzione gli effetti economici, sociali e urbanistici sul tessuto esistente». Sul tema dei grandi insediamenti commerciali, l'assessora comunale al Commercio, Tiziana Beghin ha rilanciato il modello di grande distribuzione virtuosa, ovvero «quella grande distribuzione che consente a un piccolo produttore o a un player che non ha mezzi e strumenti per arrivare a un grande pubblico, di utilizzarlo come veicolo di promozione privilegiata, laddove si privilegiano anche prodotti e negozi del territorio. E' un modello che può esistere e porta maggior ricchezza al territorio, perché consente al piccolo di avere una vetrina più ampia. Anche la grande distribuzione che io sintetizzo "col più per meno", ti offro un po' di più facendoti spendere un po' di meno, va a erodere tutti i margini e non consente a una grande superficie di continuare ad esistere».