Martedì pomeriggio, San Lorenzo in Lucina. Nella sede di Forza Italia arrivano alla spicciolata i dirigenti del partito per una riunione economica con il segretario Antonio Tajani. Tema della riunione: il programma da presentare in vista delle elezioni politiche del 2027. Ci sono i capigruppo, vicesegretari, la presidente della Consulta Letizia Moratti, il responsabile economia Maurizio Casasco, il responsabile dei Dipartimenti Alessandro Cattaneo e fa il suo esordio anche l’ex presidente di Confindustria Antonio D’Amato (inizialmente spaesato, che non riesce a trovare l’ingresso). Prima che arrivi Tajani, però, a un certo punto accade un imprevisto.

Si alzano i toni, volano parole grosse nell’imbarazzo dei presenti. Deputati e senatori azzurri restano attoniti. Protagoniste del contendere sono due dirigenti di peso di Forza Italia: la capogruppo al Senato Stefania Craxi, vicina a Marina Berlusconi, e l’ex sindaca di Milano Moratti. La presidente del gruppo a Palazzo Madama attacca l’europarlamentare azzurra: “Il metodo che hai usato non va bene, non puoi agire senza coinvolgere i capigruppo di Camera e Senato: i legislatori nazionali siamo noi, tu sei in Europa”. A Craxi non erano andate giù un paio di uscite pubbliche il giorno precedente da parte di Moratti sul tema della Sanità. In particolare un’intervista al Corriere della Sera in cui l’ex sindaca di Milano parlava della riorganizzazione dell’assistenza extraospedaliera e anche di un emendamento degli azzurri per eliminare il vincolo di esclusività dei medici del Servizio sanitario nazionale. “Bisogna cambiare metodo”, ha spiegato Craxi.