Se non bastavano l’accordo (già fallito) con l’Iran e la promessa degli F-35 alla Turchia, l’annuncio dell’Amministrazione Trump sul nucleare saudita genera allerta a Gerusalemme. Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman aveva detto più volte che, se l’Iran avesse tentato di sviluppare un’arma nucleare, anche l’Arabia Saudita lo avrebbe fatto. Il principe aveva dichiarato alla CBS: “Senza dubbio, se l’Iran sviluppasse una bomba nucleare, noi seguiremmo il suo esempio il prima possibile”. L’Amministrazione Trump ora prevede di sottoporre al Congresso un accordo con l’Arabia Saudita per condividere tecnologia nucleare civile che non include un piano di normalizzazione con Israele né le garanzie che gli Stati Uniti hanno da tempo affermato essere necessarie per impedire che simili materiali vengano utilizzati in programmi militari.L’accordo sul nucleare saudita era stato inizialmente concepito come parte di un patto più ampio che avrebbe potuto portare al riconoscimento di Israele, ma Riyadh si è ritirata da questa possibilità durante la guerra tra Israele e Hamas. L’accordo non include il cosiddetto “Gold Standard”, che impedirebbe al Regno di arricchire l’uranio e di riprocessare il combustibile nucleare esaurito, due percorsi verso le armi nucleari. Intanto, rivela il Wall Street Journal, l’intelligence israeliana ritiene che l’Iran abbia trasferito migliaia di centrifughe per l’arricchimento dell’uranio in tunnel scavati in profondità all’interno di una montagna. Israele ha trasmesso le informazioni d’intelligence agli Stati Uniti, affermando che le centrifughe sono state trasferite nel sito di Pickaxe dopo la “guerra di Dodici giorni” del giugno 2025, quando attacchi americani e israeliani hanno duramente colpito i tre principali siti nucleari iraniani. Conosciuta in Iran come Kolang, Pickaxe è sotto sorveglianza da parte di Stati Uniti e Israele da anni. “E’ plausibile che l’Iran abbia spostato centrifughe nei tunnel di Pickaxe”, ha dichiarato David Albright, uno dei massimi esperti di armi atomiche e proliferazione. Gli esperti stimano che il complesso sotterraneo si estenda tra i novanta e i centoquaranta metri di profondità, con spazio sufficiente per ospitare diverse strutture legate al nucleare.Israele non può immaginare un medio oriente che si nuclearizza ai suoi confini. “I sauditi hanno annunciato più volte che vogliono lo stesso status atomico dell’Iran e se avranno la capacità di arricchimento andranno anche loro verso la bomba, è chiaro” dice al Foglio Efraim Inbar, presidente del Jerusalem Institute for Strategy and Security e già consigliere di Benjamin Netanyahu. “L’occidente ha temporeggiato sull’Iran. Parte del suo programma nucleare è stato distrutto, ma ora proveranno a ricostruirlo. Sappiamo già che gli israeliani hanno avvisato gli americani che gli iraniani hanno iniziato un nuovo impianto di arricchimento spostando centrifughe”. Se Teheran spinge sulla Bomba, altri paesi nella regione lo seguiranno. “Cercheranno di avere capacità simili e in medio oriente è molto difficile stabilire una deterrenza efficace a causa delle piccole distanze fra i paesi e a causa del tipo di leadership fanatica che vediamo. Anche la Turchia di Erdogan vorrà l’atomica e anch’egli è un fanatico. Anche l’Egitto la vorrà, forse anche gli Emirati. Un medio oriente nucleare multipolare è un incubo strategico per Israele e dovremmo impedirlo. Non c’è differenza tra percorso nucleare civile e militare. Ci sono ingredienti di un programma come l’arricchimento o la separazione del plutonio che possono essere convertiti in breve tempo”. La mutua deterrenza che valeva nella Guerra fredda non funziona in medio oriente. “Tra Mosca e Washington, le distanze erano molto maggiori. E anche il tipo di leadership a Mosca, come a Washington, era ideologica ma razionale. Mentre la razionalità non è una qualità della leadership mediorientale. Forze nucleari rudimentali possono innescare attacchi preventivi. E’ simile a due cowboy si fronteggiano con le pistole. Cosa succede? Chi spara per primo ha un vantaggio”.
Anche i sauditi verso l’atomica. Parla l'analista Efraim Inbar: “Un incubo per Israele e l’occidente”
L'Amministrazione Trump prepara un accordo nucleare civile con l'Arabia Saudita senza garanzie né "Gold Standard". Riyadh aveva promesso di seguire l'Iran verso la bomba. A Gerusalemme suona l'allarme










