<p>Cinquant’anni fa era una scommessa tutta italiana partita da Torino.

Oggi è uno dei maggiori poli industriali dell’automotive mondiale e nel frattempo ha cambiato la mobilità di un intero Paese.

Lo stabilimento Fiat di<strong> Betim in Brasile</strong>, inaugurato nel <strong>1976 </strong>grazie alla visione di Gianni Agnelli, non è soltanto il successo dell’espansione internazionale del marchio torinese, ma racconta come un i<strong>nvestimento industriale</strong> italiano abbia contribuito a cambiare il modo di muoversi di milioni di brasiliani, accompagnando lo sviluppo economico del Paese. </p> <p> </p> <p>La celebrazione avvenuta martedì 21 dei cinquant’anni del polo produttivo di Betim, nello <strong>Stato di Minas Gerais</strong>, è stata anche l’occasione per<strong> il presidente di Stellantis John Elkann e l’ad Antonio Filosa </strong>di rivendicare il valore di una scelta industriale che continua a produrre risultati economici, occupazionali e tecnologici.

Cinquant’anni dopo l’avvio della produzione della Fiat 147, Betim è ancora al centro di quella storia che è partita da Torino e oggi rappresenta uno dei pilastri della presenza globale del gruppo nel frattempo diventato Stellantis. </p> <p> </p> <h2><strong>Dalla visione di Gianni Agnelli alla leadership in Sud America</strong></h2> <p>Elkann ha ricordato come la nascita dello stabilimento sia il frutto della capacità di suo nonno di intravedere il potenziale del Brasile quando pochi altri erano pronti a farlo.