Fatte le bonifiche, tornano le discariche. Agrigento – in realtà come tanti altri centri della provincia - si trova ad affrontare un’emergenza legata al decoro urbano e alla gestione dei rifiuti che ha ormai oltrepassato la soglia di tollerabilità.

A dirlo, ancora una volta, non è solo la coscienza popolare, con i cittadini ormai esasperati dai cumuli di rifiuti in piena estate, ma gli atti formali. Nuova occasione per affrontare il tema è una relazione tecnico-operativa redatta il 16 luglio scorso dal direttore operativo del servizio di igiene ambientale, Nicodemo Danile, che dipinge una città soffocata da cattive abitudini e da un sistema di controllo che si è rivelato inefficace sul campo.

I sopralluoghi e il monitoraggio condotti direttamente sul territorio dall'ufficio Ecologia, infatti, fotografano un quadro critico dettagliato in diversi punti nevralgici del centro, con particolare riferimento a via Atenea, via Manzoni, via Giambertoni, cortile Orazio e piazzetta San Calogero. Secondo la relazione tecnica firmata da Danile, le attività commerciali del comparto food & beverage (ristoranti, bar, pizzerie) reiterano costantemente ogni giovedì l'abitudine di depositare in strada ingenti quantitativi di secco residuo senza l'uso dei carrellati d'ordinanza, così come fanno molti cittadini. La conseguenza è, nelle zone indicate così come nel resto della città, che i randagi distruggono i sacchi o che semplicemente i rifiuti scolino i propri liquami per terra.