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Discariche abusive, mezzi di trasporto abbandonati, servizio di sorveglianza dismesso, padiglioni svuotati. E’ il presente di un’area che era stata ideata e progettata per offrire agli imprenditori locali le migliori condizioni di sviluppo delle loro attività. Oggi un cancello perennemente aperto ed un’insegna sbiadita, oltre il torrente Larderia, sono i biglietti da visita di una “cittadella fantasma”.
Siamo nell’area Irsap. L’acronimo sta per “Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive”. L’ente venne istituito nel 2012, con apposita legge, per sostituire i consorzi Asi e favorire startup, industrie e valorizzare le vocazioni territoriali. Storia di un declino, o forse di un percorso mai realmente avviato. Rimangono ampie e desolate strade invase dalla vegetazione, un bar chiuso da anni e spazi sovradimensionati riempiti spesso da spazzatura.
Molti capannoni – che nel progetto originale andavano assegnati ai richiedenti con procedure ad evidenza pubblica – sono rimasti abbandonati. L’area comunque è ancora sede di diverse attività. Segnali di speranza. C’è chi ha l’immobile in concessione, chi lo ha acquistato. Tutti – per quando riguarda le aree che circondano le loro imprese – operano in un contesto mortificante.










