La “sistematica” creazione delle discariche abusive è una “deriva” e la responsabilità risiede “nella mancanza di un’azione di contrasto investigativa e sanzionatoria sistematica”.
È un quadro a tinte fosche quello che emerge da una relazione di servizio interna inviata nei giorni scorsi a varie istituzioni, tra cui sindaco, giunta e Polizia locale, da Nicodemo Danile, tecnico della Srr Ato 4 distaccato al Comune come direttore operativo dell’attuale appalto dei rifiuti.
Un documento durissimo e circostanziato, nel quale non si nasconde la preoccupazione per la dimensione del fenomeno assunta dall’abbandono della spazzatura per le strade della città, evidenziando “gravi anomalie di natura logistica, gestionale ed economica” connesse agli oltre 70 siti in cui gli incivili continuano a formare punti di accumulo di rifiuti.
Un fenomeno che sta generando “un insostenibile aggravio di extra costi di gestione” – dice Danile –. La rimozione di tali cumuli, infatti, pur essendo normata e garantita nel vigente contratto e successivamente ampliata con l’aumento di ore e personale e mezzi dalla perizia di variante al contratto stesso ha assunto i connotati di una spesa strutturale e crescente. Insomma, quella che sarebbe dovuta essere un’eccezione è divenuta la regola, tanto che, come emerse già in Consiglio comunale sul finire della precedente amministrazione, le sole discariche abusive erano state capaci di far sprofondare Agrigento sul fronte del risultato della raccolta differenziata.






