Voleva colpire e uccidere più persone possibili, ha cercato di fuggire in modo violento e, se rimesso in libertà, potrebbe rifarlo, oppure scappare. Ha compiuto un «reato efferato, di particolare allarme sociale». Ha lanciato un'auto contro la folla «in pieno giorno, lungo una delle vie cittadine più frequentate». Un gesto che «è facilmente replicabile in qualsiasi altro contesto urbano, senza peraltro necessità di alcuna preparazione o strumentazione specifica». Descrivendo la personalità di Salim El Koudri, che sabato ha travolto con la sua Citroen C3 sette persone nell'area pedonale del centro di Modena e, dopo essere sceso, ne ha accoltellata un'ottava, il gip Donatella Pianezzi, che ieri ha convalidato il fermo e disposto il carcere per il trentunenne, parla di «una spiccata capacità criminale, una completa assenza di autocontrollo dei propri impulsi». Il magistrato ha disposto un periodo di osservazione psichiatrica, considerando il fatto che «dalla documentazione sanitaria emerge che sarebbe affetto da un disturbo schizoide di personalità e che sia stato in cura presso il Csm di Castelfranco Emilia». Elementi che, però, per il momento non sono sufficienti per «ritenere che il gesto compiuto sia conseguenza di tale patologia, né che lo stesso fosse incapace di intendere e volere».