Pavia. Manutenzione predittiva dei macchinari, personalizzazione delle comunicazioni promozionali, ma anche automazione delle pratiche amministrative. Sono questi alcuni degli ambiti in cui vengono usati strumenti di intelligenza artificiale nelle aziende. Nel 2025 in Italia le piccole e medie imprese che hanno fatto ricorso ad almeno una tecnologia IA sono il 15,7 per cento del totale, circa il doppio rispetto al 2024. Guardando alle grandi aziende, invece, la quota si aggira attorno al 53,1 per cento. Un divario netto, dovuto a diversi fattori, tra cui la carenza di competenze, l’incertezza normativa, la qualità dei dati e i costi. A fotografare e analizzare questi aspetti è il “Rapporto sull’adozione e l’integrazione dell’intelligenza artificiale 2026”, realizzato da Aspen Institute Italia, prestigioso think thank internazionale che ha recentemente sviluppato progetti a Pavia, in collaborazione con Intesa Sanpaolo. La situazione in provincia L’indagine, che accende un faro sul tessuto imprenditoriale nazionale, riguarda da vicino anche la provincia di Pavia. Negli ultimi anni, infatti, piccole e medie imprese – manifatturiere, meccaniche, chimiche e agroalimentari – attive sul territorio si sono sempre più dotate di strumenti di intelligenza artificiale per aumentare la produttività e ottimizzare il lavoro. Ne è esempio la Brustia Advanced Technology di Vigevano, azienda leader nel settore meccanico calzaturiero, che recentemente è stata capace di innovare il processo di controllo qualità su scarpe e abbigliamento tramite macchinari a raggi X con AI. In pratica, spiega l’innovation manager Vittoria Brustia, «usiamo un sistema AI per automatizzare il controllo raggi x del prodotto: i nostri macchinari effettuano radiografie dei prodotti per verificare se ci siano elementi pericolosi, ad esempio aghi residui delle operazioni di cucitura. Prima questa ispezione veniva fatta manualmente e qualcosa poteva scappare. Ora abbiamo l’AI che supporta l’operatore nel suo lavoro». Tutto è partito nel 2019: «All’inizio – dice ancora – ci siamo appoggiati alle Università e ai centri di ricerca. Una volta trovate le idee e sviluppato i modelli iniziali di AI, abbiamo assunto persone qualificate per gestire il sistema in modo che fosse realmente utilizzabile per le realtà produttive. «L’intelligenza artificiale, se ben utilizzata, ha tante possibilità e può dare valido supporto alle aziende – commenta Brustia – come nelle nostre macchine dove è diventata un caso di successo». Gli ambiti di adozione La Brustia Advanced Technology non è un caso isolato nel Nord Ovest italiano (prevalentemente Piemonte e Lombardia): in questa zona, stando al report, si registra la quota di adozione più elevata di strumenti AI (19,3 per cento), seguita da Nord Est (17,6 per cento) e Centro (15,2 per cento), mentre il Mezzogiorno resta al di sotto della media nazionale. Ma quali sono gli ambiti di applicazione? Come spiega Irene Di Deo, Ricercatrice Senior dell’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano, gli strumenti variano a seconda delle necessità dell’azienda. «Le realtà che hanno un comparto dedicato alla produzione, ad esempio, adottano sistemi di manutenzione predittiva: basandosi sull’analisi dello storico, questi strumenti consentono di evitare fermi produttivi e monitorare le condizioni del macchinario». Le imprese di servizi, poi, «cercano programmi legati al marketing e alla personalizzazione delle comunicazioni». Più in generale, tra le aziende «sono sempre più diffusi software che si occupano di analisi ed estrazione di dati, ma anche generazione di contenuti».
La sfida dell’AI nelle aziende: «Un supporto per l’operatore»
A Vigevano spicca la Brustia: «I nostri software al fianco dell’uomo»








