In Sicilia, dove autostrade e statali sono le arterie essenziali per raggiungere le mete balneari e muovere le merci, l’aumento dei carburanti sta trasformando ogni spostamento in un salasso.

I dati aggiornati al 22 luglio 2026 dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) sono eloquenti. Sulla rete ordinaria la benzina in modalità self service costa in media 1,949 euro al litro, mentre il gasolio ha toccato quota 2,124 euro. Va peggio in autostrada: la verde sale a 2,040 euro e il diesel a 2,196 euro.

Non sono ritocchi marginali: il differenziale tra rete ordinaria e autostradale è di circa 9,1 centesimi al litro per la benzina e 7,2 centesimi per il gasolio. A gonfiare i listini è una “tempesta perfetta” di tre elementi. Anzitutto le tensioni geopolitiche: i venti di crisi in Medio Oriente, con le minacce allo Stretto di Hormuz, hanno spinto il Brent a oscillare tra 86 e 91 dollari al barile, contro i 72 di inizio luglio. Poi la leva fiscale: da inizio mese è venuto meno il taglio temporaneo delle accise predisposto dal governo in primavera. Infine, l’effetto stagione: l’estate, complice il boom della domanda, amplifica i rincari rendendo il carburante una spesa quasi obbligata.