di Marco Imarisio
Dall’ascesa di Putin al potere, 25 anni fa, la saga del maghetto Garry (in russo la "h" non esiste) e dell’avversario Voldemort è al centro dell’interesse della politica
Expecto Putin. Con un colpo di bacchetta magica, il mondo di Harry Potter si trasforma, e diventa la rappresentazione della Russia di oggi, così come l’ha concepita il Cremlino. È difficile spiegare l’ossessione tutta russa per il maghetto creato dalla fantasia di JK Rowling. Forse, basterebbe elencare tutte le volte che qualche ministro o parlamentare si è svegliato dall’apatia che avvolge il suo Paese per proporre di mettere fuorilegge i libri e i film originale della serie.
«Harry Potter non ha alcun legame con la vita reale dei bambini russi» afferma quasi ogni settimana nei suoi post l’ex presidente ed ex primo ministro Dmitrij Medvedev, che negli ultimi anni si è riciclato come campione dei falchi di guerra. L’ultima volta che lo ha detto, ha aggiunto un paio di postille sulla necessità di organizzare «un’attività sistematica per lo sviluppo della letteratura» per l’infanzia nel Paese e il suo completo sostegno alla nascita di un forum che riunisca «gli scrittori per l’infanzia con una visione patriottica del mondo».






