Fino a qualche anno fa era considerata “la strega di Vladimir Putin”. Una donna che era apparsa in diversi video mentre eseguiva rituali magici a favore del presidente russo con tanto di ampolle, pugnali sacri e campanelli e che inneggiava continuamente al capo del Cremlino. Con il suo gruppo di “maghi” e “streghe”, Elena Sulikova, che si faceva chiamare Alyona Polyn, si era fatta largo nel mondo dell’occultismo fino ad arrivare all’attenzione dei media internazionali. Tra preghiere per «il bene della Russia», e incantesimi per dare forza al capo del Cremlino e per «ricacciare nell’abisso» i nemici di Putin, Polyn era riuscita a diventare una “star” tollerata persino dalle autorità di Mosca, che vedevano in lei un personaggio folkloristico imbevuto di nazionalismo.
Ma nel tempo quella donna, che si era autoproclamata paladina della Russia e che diceva di difendere il suo Paese con i suoi sortilegi, è caduta in disgrazia. Sempre più isolata, sempre meno apprezzata. E alla fine, a cambiare definitivamente la sua vita e la percezione delle autorità russe, è stato un libro. Anzi, il suo libro, Il mio nome è Polyn, scritto tra il 2020 e il 2023 e di cui non c’erano altro che poche centinaia di copie.






