«Leonid Breznev, esponente politico vissuto all’epoca di Alla Pugacheva». La barzelletta che circolava nell’Unione Sovietica della stagnazione forse vale anche oggi, basta scambiare i nomi del vecchio Capo con quello nuovo.
È sempre difficile spiegare in modo razionale cosa significa per i russi la figura della loro «Primadonna», questo il soprannome ufficiale dell’artista, cantante, attrice e presentatrice, e l’aura di affetto che la circonda e la rende quasi intoccabile. Correva l’anno 1978. La giovane Alla vinse il primo premio dell’Intervision, il contest musicale che era la risposta sovietica a Eurovision, e da allora cominciò una storia d’amore popolare che non sembra finire mai. Pugacheva superava nei sondaggi di popolarità Breznev e Gorbaciov e Eltsin, e probabilmente, se qualcuno osasse farne uno vero, darebbe filo da torcere anche a Vladimir Putin. La caduta in disgrazia, l’emigrazione in Israele, e la cancellazione dal campo mediatico dopo l’inizio della guerra in Ucraina, che lei ha condannato senza riserve insieme al suo giovane marito Maksim Galkin, tra i comici e conduttori televisivi più famosi, non hanno cambiato nulla.






