L'incontro Esposito conosceva il killer, è sceso dall'auto per incontrarlo. Si cerca l'arma in un canale

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Massacrato di botte, poi bruciato. Era ancora vivo Luigi "Luca" Esposito quando il suo assassino ha appiccato il fuoco per rendere il cadavere irriconoscibile? Dall'autopsia, eseguita ieri a Eboli, non è stato rinvenuto alcun proiettile ma l'esame medico legale confermerebbe un forte trauma alla testa e fratture multiple su tutto il corpo. Si cerca l'arma, un oggetto contundente in grado di provocare le lesioni sul 53enne, probabilmente già privo di sensi, dragando un corso d'acqua non lontano dal luogo del rinvenimento.

Intanto i carabinieri avrebbero mappato i movimenti e il percorso della Lancia Ypsilon tra le 22,47, quando la vittima si collega per l'ultima volta su Whatsapp, e le 3,30 del mattino quando un testimone, notando l'incendio, lancia l'allarme. Un buco di oltre 4 ore e mezza in cui Esposito incontra una persona che conosceva bene, tanto da allontanarsi dalla propria auto. Di certo l'utilitaria ha percorso la zona tra Fisciano, dove viveva, e via Contrada Bivio Cioffi, sulla statale 7 bis, tra le 22 e le 23. Esposito sarebbe dovuto andare ad Agropoli per il fine settimana ma si ferma prima per incontrare qualcuno. Mary Esposito, un'amica collega, racconta di screzi con un vicino. Ma che non giustificherebbero un delitto con queste modalità. "Sono sconvolta - racconta a SalernoToday -. Sapevo che Luca era un chimico e mi diceva che lavorava in Regione Campania. Sicuramente aveva un lavoro che lo occupava almeno fino al primo pomeriggio. Poi si dedicava alla sua attività giornalistica e scriveva senza peli sulla lingua".