Non è da escludere che Luca Esposito fosse ancora vivo mentre il suo corpo veniva dato alle fiamme. È quanto viene supportato dopo l’autopsia condotta sul cadavere del giornalista rinvenuto privo di vita, carbonizzato, nella notte del 19 luglio a Contrada Cioffi, a Eboli (Salerno). La Procura indaga per omicidio, ma per avere più certezze saranno necessari gli accertamenti istologici e tossicologici che potrebbero richiedere fino a 60 giorni di tempo.
Luigi Esposito bruciato vivo?
Le indagini sull'omicidio a Eboli
Il giornalista doveva incontrare qualcuno?
Luigi Esposito bruciato vivo?A riportare l’indiscrezione è Il Fatto Quotidiano. L’autopsia condotta il 21 luglio sul corpo di Luigi “Luca” Esposito da parte del medico legale Gabriele Casaburi non ha favorito lo scioglimento dei dubbi sulla condotta omicidiaria che ha cagionato la morte del giornalista.Uno dei dubbi, ad esempio, riguarda l’ipotesi che la vittima fosse ancora viva mentre il suo corpo veniva dato alle fiamme.Tuttavia, l’esame autoptico non ha fornito le risposte che gli inquirenti attendevano. Per questo motivo, scrive il Corriere della Sera, il dottor Giuseppe Raimo nominato dalla famiglia come consulente tecnico ha chiesto e ottenuto gli esami istologici e tossicologici.Questi accertamenti potrebbero estendere le ipotesi e fornire più risposte, ma per i risultati potrebbe essere necessario attendere fino a 60 giorni.Le indagini sull’omicidio a EboliNel frattempo, in base ai tabulati telefonici e l’ultimo accesso WhatsApp di Esposito prima di trovare la morte, ma anche con un primo match tra i dati e le abitudini del 53enne, gli inquirenti sono stati in grado di formulare le prime ipotesi sui movimenti di quella notte.











