Il sospettato è stato individuato nascosto in un casolare dai carabinieri. I punti fermi emersi dall'autopsia del giornalista trovato carbonizzato a Eboli: cosa non torna sui suoi ultimi minuti di vita

Si era nascosto in un casolare abbandonato, dove si sarebbe rifugiato subito dopo il delitto l’uomo sospettato dell’omicidio di Luigi Esposito, il giornalista salernitano di 53 anni, conosciuto come Luca, trovato carbonizzato domenica scorsa in un terreno agricolo alla periferia di Eboli. La svolta nelle indagini è arrivata oggi 25 luglio, dopo che i carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Salerno hanno individuato e sottoposto a fermo l’uomo ritenuto responsabile dell’omicidio.

Le ricerche con i carabinieri del Ros e lo Squadrone Cacciatori di Puglia

L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Salerno guidata da Raffaele Cantone, ha visto in campo anche il Reparto indagini tecniche del Ros e lo Squadrone Cacciatori di Puglia, segno che gli investigatori avevano bisogno di rinforzi specializzati per stanare il presunto killer. Fino a poche ore prima, gli inquirenti stavano ancora scavando nella vita privata della vittima e nella zona di contrada Cioffi, dove Esposito si era recato apposta, parcheggiando l’auto e percorrendo a piedi un centinaio di metri prima di essere raggiunto.