Massacrato di botte, soffocato e poi bruciato. Senza che si sia trovato il cellulare che potrebbe contenere tutti gli elementi utili a fare luce sulle sue ultime ore di vita e sui contatti, forse anche quelli con l'assassino o gli assassini. Sono gli unici punti che sembrano essere certi nella vicenda dell'omicidio di Luigi 'Luca' Esposito, il giornalista sportivo trovato morto domenica mattina in località Cioffi, una zona isolata di Eboli, in provincia di Salerno.

L'autopsia, durata cinque ore, non ha sciolto tutti i dubbi. La salma è ancora sotto sequestro perché gli accertamenti tecnici irripetibili sono ancora in corso. Dovranno essere eseguiti approfondimenti ed indagini di laboratorio di istologia, tossicologia e genetica. A causare la morte sarebbe stata un'azione violenta, forse anche con l'utilizzo di un corpo contundente, che ha gli ha provocato varie fratture. Escluso invece, come si era ipotizzato in un primo momento, che a provocare la morte sia stato un colpo di pistola.

Quell'oggetto utilizzato per rendere ancora più brutale l'aggressione è stato buttato lì vicino, in un canale di scolo che fiancheggia la zona del ritrovamento? E il cellulare è stato lanciato in acqua oppure portato via? I misteri da sciogliere sono tanti. Come quelli legati all'attività che svolgeva Esposito.