HomeSienaCronacaA Siena i mondiali del vino. Dagli Usa alla Francia, la multinazionale in campoIn principio fu la famiglia Mariani nel 1978 a Montalcino, con le Tenute Banfi. Argentini, brasiliani, tedeschi, svedesi e tanti altri: territorio sempre attrattivo.Un’immagine di cura dei vigneti tratta dal sito di Castello Banfi, azienda simbolo della proiezione internazionale di SienaRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciLe aziende vitivinicole del nostro territorio fanno da sempre gola a investitori di tutto il mondo. Non a caso, dalle vigne del Brunello di Montalcino ai filari del Chianti Classico, passando per il Nobile di Montepulciano, il mosaico delle proprietà racconta una geografia internazionale che attraversa almeno quattro continenti. A livello nazionale, a inaugurare un trend economico che ha dato un forte slancio all’export dei nostri vini nonché ad apprezzare il valore degli ettari vitati, è stata la famiglia italo-americana Mariani che nel 1978 sbarcò a Montalcino acquisendo le tenute Banfi.
Nel corso degli anni, le vigne di Brunello sono diventate un virtuoso melting pot anche in termini di proprietà, dove convivono famiglie storiche locali, grandi nomi del vino italiano e investitori e appassionati arrivati da vari angoli del mondo. La Francia, ad esempio, è rappresentata dal gruppo del lusso francese Epi di Christopher Descours (proprietaria di marchi di alta gamma come gli Champagne Piper-Heidsieck, Charles Heidsieck e Chateau La Verriere a Bordeaux), che nel 2016 è entrato nella proprietà dello storico brand Biondi-Santi con Tenuta Il Greppo, mentre l’argentino Alejandro Bulgheroni ha rapidamente costruito un polo produttivo che, partito da Dievole in Chianti Classico e Poggio Landi a Montalcino nel 2012, si è poi esteso a Podere Brizio, sempre Montalcino nel 2013, e a Bolgheri con Tenuta Le Colonne e Tenuta Meraviglia.







