PAVIA. La buona notizia sarebbe che, rispetto al primo semestre del 2025, la Lombardia sta recuperando terreno sul rispetto dei tempi d’attesa. Quella cattiva è che, nel primo semestre dell’anno in corso, per 330.639 prime visite ed esami è stata proposta una prima disponibilità oltre i tempi previsti dalla ricetta, con sforamenti anche su alcune prestazioni da fare in urgenza: questa la situazione regionale che emerge dall’ultimo bollettino periodico di Agenas (l’agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) che ha appena aggiornato il suo portale di monitoraggio sulle liste d’attesa, fenomeno ormai cronico che complica l’accesso alle cure per i pazienti i quali, per questo motivo, si trovano a volte messi di fronte a un bivio: aspettare il proprio turno oppure pagare l’esame in solvenza. Risonanze, colonscopie, elettromiografie, visite gastroenterologiche sono alcune delle prestazioni più critiche sul fronte delle attese riservate ai pazienti lombardi. La situazione Secondo il nuovo bollettino di Agenas, la Lombardia è una delle due regioni italiane che nel primo semestre del 2026 migliora di netto il rispetto dei tempi d’attesa a paragone con lo stesso periodo dell’anno scorso, con l’81,8 per cento delle prime visite proposte entro i tempi della ricetta rispetto al 72,3 per cento del 2025. Numeri più favorevoli del passato anche sul fronte degli esami diagnostici, con l’85,5 per cento proposto in tempo a paragone con il 77,8 del primo semestre dell’anno scorso. A livello nazionale, Agenas sembra tratteggiare un quadro di generale miglioramento sui tempi d’attesa nei primi sei mesi di quest’anno: le prestazioni garantite senza “sforare” i tempi sono 1,6 milioni in più rispetto alla prima parte del 2025. Un elemento positivo che tuttavia non mette in secondo piano le difficoltà che ancora permangono, e cioè che migliaia di pazienti in regione e in provincia si trovano a fare i conti con tempi di attesa spesso lunghi. Per comprendere quali sono le situazioni più critiche, l’agenzia ha monitorato il rispetto dei tempi d’attesa per 14 tipi di prime visite e 22 esami strumentali eseguiti con il sistema sanitario, classificandoli per priorità della ricetta: U (urgente, visita entro 3 giorni); B (urgenza breve, 10 giorni); D (urgenza differibile 30 giorni, 60 per gli esami strumentali) e P, cioè le prestazioni programmabili da eseguire entro 120 giorni. Secondo Agenas, il 17 per cento delle visite urgenti in Lombardia sono state proposte fuori soglia nel primo semestre 2026 (il dato comprende anche gli sforamenti appena fuori dal limite dell’impegnativa). Stando al monitoraggio, nel primo semestre il 56 per cento delle colonscopie da fare entro tre giorni è stato proposto in ritardo (il bacino di prenotazioni esaminato è in ogni caso ridotto) con dati più incoraggianti per le impegnative meno urgenti. Il 30 per cento delle visite gastroenterologiche ha sforato i tempi della ricetta a 30 giorni nel primo semestre 2026 e, tornando sugli esami strumentali, si registrano criticità anche sull’elettromiografia, con percentuali di sforamento che superano il 40 per cento nel caso di impegnative a tre e dieci giorni. Il rispetto dei tempi per le visite dermatologiche è invece in miglioramento, ma per certe ricette (come quelle a priorità B) le visite che hanno sforato i tempi sono circa il 25 per cento. Si registrano difficoltà anche per alcuni esami, come le risonanze magnetiche più urgenti. l