“Benino” ma con vistose anomalie le prestazioni urgenti e brevi, idem ma con criticità anche notevoli per quelle differibili. Incluse - per l’area oncologica - la mammografia per cui si può aspettare fino a 320 giorni e la colonscopia per cui si arriva anche a 360 giorni. I primi risultati della Piattaforma nazionale delle Liste di attesa (Pnla) freschi di pubblicazione sul portale della Trasparenza di Agenas, l’Agenzia per i servizi sanitari regionali così come previsto dalla legge Schillaci (la n. 107 del 29 luglio 2024) entrata in vigore all’inizio di agosto di un anno fa, avviano un racconto promesso da tempo.
Perché le liste d’attesa sono tra le prime criticità segnalate dai cittadini e perché proprio la piattaforma che dovrebbe individuare le principali anomalie è indicata come il primo strumento utile a intervenire, anche chirurgicamente, per riportare nei ranghi tempistiche a volte impazzite. Le liste d’attesa in sanità per un Paese civile sono un fenomeno “vergognoso”, come segnala la Corte dei conti nel suo Giudizio di parificazione in cui indica come rotta necessaria anche il rimettere al centro del “villaggio salute”medici e infermieri nell’ottica di una migliore uniformità delle prestazioni su tutto il territorio nazionale.






