Luci e ombre dalla pubblicazione della Piattaforma nazionale sulle liste d'attesa, finalmente online dopo circa un anno dall'annuncio da parte del ministro della Salute.

Quando si tratta di visite ed esami urgenti, il servizio sanitario nazionale conferma di rispondere quasi sempre tempestivamente ai bisogni dei cittadini. Le criticità si riscontrano, invece, quando si tratta di prestazioni senza il carattere dell'urgenza: in tal caso l'attesa può protrarsi anche per un anno.

La piattaforma ancora non è completa e contiene i dati relativi ai primi 5 mesi dell'anno. Si tratta di circa 23 milioni di prenotazioni di prime visite ed esami diagnostici; quasi 1 milione di queste è stata effettuata nel week end: un segnale che qualcosa cominci a muoversi nelle politiche di contrasto alle liste d'attesa.

Sebbene si tratti di dati aggregati che non forniscono nessuna indicazioni sulle differenze locali, la tendenza generale che emerge dalla piattaforma è che la gran parte delle visite e degli esami è erogata nei tempi previsti dalla classe di priorità: 72 ore per la classe U (Urgente), 10 giorni per quella B (Breve), 30 o 60 giorni per la D (Differibile); 120 giorni per la P (Programmabile). Ciò vale quasi sempre per le prestazioni Urgenti e Brevi, meno per quelle a più lunga scadenza.