La Piattaforma nazionale Liste di attesa, istituita con legge 107/2024 e disciplinata dal decreto del ministero della Salute del 17 febbraio 2025, nasce per centrare almeno due grandi obiettivi del Ssn: il primo è quello di rafforzare il governo delle liste di attesa mediante la messa in pista di un sistema di monitoraggio capillare dei tempi di attesa e di altri indicatori correlati su tutto il territorio nazionale, in grado di fotografare per la prima volta lo stato reale dell’accesso alle cure; il secondo, garantire un più alto livello di trasparenza del Ssn su un tema che da sempre presenta elementi di profonda opacità agli occhi dei cittadini.
Proprio su quest’ultimo obiettivo il Decreto afferma che “cittadini e associazioni potranno accedere in maniera trasparente a dati in tempo reale sul monitoraggio e verificare gli indicatori predisposti per i tempi di attesa”, e ancora prevede che i cittadini sono i “principali beneficiari del progetto” poiché “possono consultare le informazioni fornite dal Portale della Trasparenza”.
Se questo è l’intento dichiarato dalle norme, al contrario, il risultato prodotto dalla Piattaforma nazionale, almeno sino a oggi, è ancora lontano dal raggiungere l’obiettivo delineato dal Legislatore. Potremmo dire, guardandola con l’occhio del cittadino, che a oggi “la montagna ha partorito un topolino”.Ecco perché.






