Lunghe liste d'attesa, carenza di personale e marcate disparità territoriali mettono a rischio il reale diritto alla salute in Italia. È l'allarme lanciato oggi da Cittadinanzattiva, in occasione della presentazione al ministero della Salute del Rapporto Civico sulla Salute 2025 e del Rapporto sulle Politiche della Cronicità.

Il 47,8% ha difficoltà di accesso alle prestazioni

Dall'analisi di oltre 16.800 segnalazioni dei cittadini emerge che il 47,8% riguarda difficoltà di accesso alle prestazioni, soprattutto a causa delle liste d'attesa: fino a 360 giorni per una Tac, 720 per una colonscopia e 500 giorni per le prime visite specialistiche. In fascia urgente però, secondo una rielaborazione di Cittadinanzattiva su dati Agenas 2025, una colonscopia supera per un paziente su quattro i 105 giorni di attesa rispetto al limite di 72 ore. Per le prestazioni differibili, come mammografia e visite dermatologiche, poi, i tempi arrivano rispettivamente a 147 e 177 giorni.

I tempi d’attesa

Secondo la Piattaforma Nazionale Agenas, inoltre, solo il 40,6% delle prestazioni diagnostiche e il 34,5% delle visite specialistiche vengono accettate dal cittadino alla prima disponibilità proposta dal Cup. Il rispetto dei tempi massimi è garantito solo per circa metà delle prestazioni, mentre la trasparenza e la qualità dei dati variano fortemente tra Regioni, con un netto divario Nord-Sud. Le disuguaglianze si riflettono anche sui pazienti cronici e rari.