<p>Milano e Roma rimangono i poli italiani in cui si concentrano le attenzioni degli investitori nel segmento immobiliare degli <strong>uffici</strong>.
Un settore che, tra smart working e riduzione del personale dovuta all’AI, sta conoscendo dei ridimensionamenti, ma per molte aziende avere un luogo fisico di qualità e nel centro città resta prioritario. È quanto emerge dai dati di Jll sugli uffici a Milano e a Roma nel primo semestre.<!--TgQPHd||[]--> </p> <p> </p> <h2><strong>Il mercato di Milano rallenta ma i canoni restano a<span id="cke_bm_52471S" style="display: none;"> </span>l<span id="cke_bm_52471E" style="display: none;"> </span>ti</strong></h2> <p>Milano da un po’ di tempo soffre per la saturazione del <strong>centro storico</strong> e del <strong>Cbd </strong>(central business district), ossia le aree della città dove sorgono le sedi di alcune aziende, soprattutto<strong> innovativi quartieri </strong>come Porta Nuova, in termini di prodotto immobiliare da adeguare a ufficio.
D’altro canto però è lì che le società vogliono stanziarsi, anche a patto di pagare canoni molto alti. </p> <p> </p> <p>A dimostrazione di ciò, dei <strong>134 mila metri quadri</strong> oggetto di operazioni nel primo semestre, cifra in calo rispetto a un anno fa, il 35% ha riguardato immobili nel Cbd o nei pressi del Duomo, il 25% nel semicentro e il 26% in periferia.







