Spingere sul terreno delle riconversioni - da uffici a residenze, hotel, studentati - per ridurre la vacancy, ovvero il tasso di sfitto, nel settore office. Dove ormai il bivio è a senso unico. Da un lato, gli edifici di Grado A, in centro o nelle aree strategiche, digitali e conformi ai criteri Esg. Dall’altro, quelli datati, periferici o in zone fuori mano, poco attraenti, da ristrutturare pesantemente e per i quali il mercato è stagnante e i valori crollati.
Più riconversioni
Secondo l’ultimo report sugli uffici di Aew, nelle principali città dove più si orienta lo sviluppo immobiliare direzionale, la percentuale di mq compravenduti a scopo di riconversione è cresciuta di più nel periodo 2020-2024 (cioè post-covid) che nell’arco 2008-2019. La media europea è passata dal 9 al 12% per cento. Ma a Francoforte i mq sono raddoppiati da circa il 10 a quasi il 20 per cento. Dietro, i mq di Madrid, passati dal 14 al 17%, ma anche il “conglomerato olandese” (Randstad, che riunisce Amsterdam, Rotterdam, L’Aia e un totale tra 17 città medie tra loro collegate da infrastrutture all’avanguardia), ha visto un incremento di mq a scopo di rigenerazione dal 6 al 17 per cento. In controtendenza Londra e Monaco.






