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Giovani in ufficio
Roma, 21 luglio 2026 – Gli uffici stanno tornando a popolarsi, ma il modo in cui vengono vissuti è profondamente diverso rispetto al passato. Con il 62% delle aziende che oggi richiede ai lavoratori dei giorni di presenza in sede, la maggiore affluenza rende sempre più complessa la gestione degli spazi e delle dinamiche di utilizzo quotidiane. In questo scenario, i dati diventano uno strumento centrale per interpretare e ottimizzare il funzionamento degli edifici; al contempo, migliorare la qualità delle informazioni raccolte è diventata la seconda priorità del corporate real estate. Il back to the office che ridisegna la quotidianità in azienda Il sempre più diffuso “back to the office” sta ridisegnando in profondità la quotidianità del lavoro. Dopo anni caratterizzati da modelli ibridi e lavoro da remoto, oggi le aziende si trovano ad affrontare una nuova sfida: gestire spazi più frequentati e con dinamiche di utilizzo sempre meno prevedibili. Secondo il Global Workplace & Occupancy Insight 2026, il tasso di occupazione globale degli edifici ha raggiunto il 53% nel 2025, il valore più alto dal periodo pre-pandemia, in netto aumento rispetto al 38% del 2024 e al 35% del 2023. Si tratta del livello di frequentazione più elevato registrato negli ultimi cinque anni. Dallo studio emerge inoltre un crescente disallineamento tra presenza delle persone e reale disponibilità delle postazioni, con il tasso di occupazione globale delle scrivanie che ha raggiunto il record storico del 111%. A confermare questo cambiamento è anche il Global Occupancy Planning Benchmark Report 2026, secondo cui il 62% delle aziende richiede oggi giorni fissi di presenza in ufficio, rispetto al 49% del 2025, mentre il 70% dei dipendenti lavora in sede da tre a cinque giorni alla settimana. Parallelamente, gli uffici evolvono verso modelli sempre più condivisi, rendendo fondamentale disporre di dati accurati non solo sugli accessi agli edifici, ma anche sull’utilizzo dei singoli spazi. Per questo, migliorare la qualità delle informazioni raccolte è oggi la seconda priorità del corporate real estate a livello globale e il 73% delle organizzazioni ha già adottato programmi di data governance, ponendo le basi per una gestione degli uffici più efficiente e orientata ai dati. Una questione che riguarda anche l’Italia, dove, secondo i dati dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, solo il 6% delle imprese opera in modalità full remote. Le infrastrutture veri e propri strumenti di lettura della vita in ufficio L’integrazione della connettività, dall’Internet of Things (IoT) all’intelligenza artificiale, quindi, porta con sé una profonda trasformazione del ruolo delle infrastrutture da semplici impianti a veri e propri strumenti di lettura della vita in ufficio. “Ogni corsa in ascensore, ad esempio, fornisce dati reali sul modo in cui gli edifici vengono vissuti ogni giorno” spiega Marco De Flora, Service Director di KONE Italy & Ibérica, azienda leader nel settore della mobilità verticale. Un ruolo confermato dall’analisi condotta dalla stessa multinazionale finlandese, che ha preso in esame oltre un miliardo di corse registrate in 10 città europee negli ultimi cinque anni. Un’indagine che ha evidenziato una crescita costante del numero di corse tra il 2022 e il 2025, confermando che il ritorno al lavoro in presenza è ormai un fenomeno strutturale. Milano, in particolare, ha registrato una crescita costante mese dopo mese nel corso del 2025 e un ulteriore incremento dell’8% tra il 2025 e il 2026. “In questa prospettiva, e trasportando ogni giorno miliardi di passeggeri, gli ascensori rappresentano un osservatorio privilegiato dei flussi di presenza e dell’evoluzione delle modalità di lavoro” conclude De Flora. I 6 benefici dell’integrazione della connettività negli uffici Comprendere i flussi di persone e migliorare la user experience. I dati raccolti dagli ascensori connessi e dai sensori consentono di analizzare i comportamenti delle persone e di identificare i reali picchi di occupazione e movimento all’interno degli edifici. Queste informazioni permettono di ottimizzare i flussi, ridurre i tempi di attesa e adattare l’equipaggiamento e i servizi dell’edificio alle esigenze degli utenti, rendendo gli spostamenti più fluidi, rapidi e confortevoli. Ridurre le criticità negli spostamenti. Il monitoraggio dei movimenti consente di individuare le aree più congestionate e intervenire per migliorare la circolazione all’interno dell’edificio, favorendo un’esperienza più efficiente e sicura. Ottimizzare la distribuzione degli spazi. I dati evidenziano quali ambienti sono realmente utilizzati, consentendo di adattare gli spazi alle esigenze delle persone. Supportare un lavoro ibrido più equilibrato. L’analisi delle presenze aiuta a pianificare meglio i giorni in ufficio e a distribuire in modo più omogeneo i flussi, evitando sovraccarichi in specifiche aree o fasce orarie. Pianificare gli investimenti futuri. L’analisi storica dei dati consente di prevedere l’evoluzione dell’utilizzo degli edifici e programmare eventuali interventi di ammodernamento, ampliamento o ristrutturazione degli spazi con maggiore efficacia. Aumentare sostenibilità ed efficienza. La conoscenza dei flussi permette di ottimizzare il funzionamento degli impianti, riducendo consumi energetici e sprechi. La conoscenza dei flussi e l’accesso a informazioni aggiornate e affidabili consentono di ottimizzare il funzionamento degli impianti, ridurre consumi energetici e sprechi e prendere decisioni più consapevoli, capaci di anticipare le esigenze future dell’organizzazione.









