Washington è alla ricerca di droni. Milioni di droni. Per farlo, il Pentagono ha istituito un nuovo ufficio che avrà il compito di accentrare lo sviluppo, l’acquisto e la consegna dei sistemi unmanned a tutte le forze armate. L’obiettivo? Produrre dieci volte di più, dieci volte più rapidamente e a un decimo del costo

Gli Stati Uniti sono determinati a “dominare” la guerra dronica, e a farlo in fretta. A fine giugno, Pete Hegseth ha istituito il Direct reporting portfolio manager for unmanned systems, o Drpm-UxS, un nuovo ufficio del Pentagono che accentrerà in un’unica entità tutta l’autorità sui sistemi senza pilota delle Forze armate Usa, finora dispersa tra Esercito, Marina, Aeronautica e Corpo dei Marine. Dalla definizione delle esigenze operative allo sviluppo capacitivo, passando per una più stretta collaborazione con il settore privato, il Drpm avrà il compito di replicare il “miracolo ucraino” e spianare la strada a un’adozione senza precedenti di sistemi unmanned per le Forze armate Usa.

Da dove nasce l’urgenza

All’origine di tutto c’è l’Ordine esecutivo 14307 (Unleashing American Drone Dominance), firmato da Trump a giugno 2025 per rilanciare la produzione domestica di droni e ridurre la dipendenza dai fornitori esteri. Circa un mese più tardi arriva una direttiva di Hegseth ai vertici del Pentagono, che punta il dito su un esercito americano ancora privo degli assetti necessari per operare in un campo di battaglia ormai dominato dai droni. Ne nasce il Drone Dominance Program, un’iniziativa congiunta con 25 aziende selezionate e l’obiettivo di produrre 300mila droni in due anni. Nel frattempo, la produzione di droni ucraina ha superato l’ordine dei tre milioni di droni in un anno.