L'Esercito degli Stati Uniti continua a investire nello sviluppo di tecnologie dedicate al contrasto dei droni, una minaccia che negli ultimi anni ha assunto un ruolo sempre più rilevante nelle guerre in corso, dallo scontro russo-ucraino a quello tra Stati Uniti e Iran.
Il DEVCOM Armaments Center (Combat Capabilities Development Command) ha messo a punto e dimostrato una nuova capacità di controllo del fuoco pensata per consentire ai veicoli militari - mentre sono in movimento - di individuare, tracciare e neutralizzare piccoli velivoli senza pilota.
Il progetto è stato sottoposto a una prima campagna di prove nell'aprile 2026 presso l'Aberdeen Proving Ground, nel Maryland. I test hanno evidenziato la possibilità di mantenere il puntamento sul bersaglio e ingaggiare efficacemente droni in volo anche con il mezzo terrestre in movimento, un aspetto considerato cruciale per aumentare la sopravvivenza delle unità sul campo di battaglia.
Alla base della soluzione c'è l'integrazione della tecnologia di controllo del fuoco Gunslinger con una stazione d'arma telecomandata già impiegata dall'esercito statunitense – tecnicamente nota come Common Remotely Operated Weapon Station (CROWS). Gunslinger era stato originariamente sviluppato nell'ambito del programma Future Attack Reconnaissance Aircraft (FARA) per applicazioni aeronautiche, ma è stato successivamente adattato all'ingaggio di bersagli aerei da piattaforme terrestri.









