Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiGli Usa hanno deciso di ampliare il proprio programma di difesa anti-drone. Difesa aerea e subacquea. Lì dove, gli strateghi del pentagono, pensano possano arrivare le minacce più pericolose, non soltanto negli scenari operativi.

La prima a muoversi è stata l'aeronautica militare statunitense che ha firmato un contratto da 500 milioni di dollari per una nuova fornitura destinata al sistema multi sensor all’interno di un programma architettato per proteggere basi militari e infrastrutture grazie a un sistema integrato di radar, telecamere ottiche, sensori a infrarossi attraverso il quale gli operatori possono seguire contemporaneamente più bersagli e valutare il livello di minaccia molto più.

Poi a muoversi è stata la Guardia costiera statunitense che ha avviato da poco una indagine di mercato per l’acquisizione di tecnologie in grado di neutralizzare le minacce a porti, basi navali e cavi sottomarini.

La corsa ai droni come strumenti di offesa e difesa parte da lontano. Nel 2025 il Pentagono ha chiesto che circa 10,1 miliardi di dollari di quanto previsto dal budget per le spese militari fosse destinato all’acquisizione e allo sviluppo di sistemi senza equipaggio. Stiamo parlando di un mercato che potrebbe superare un valore complessivo di circa 8 miliardi di dollari entro il 2028.