Dall’affondamento della Uss Peleliu con un battello autonomo al nuovo programma Swap da 100 milioni di dollari, le notizie delle ultime ore dipingono la Us Navy sempre più improntata allo sviluppo di droni di superficie per le sue operazioni

La marina statunitense continua a spingere sull’acceleratore per quel che riguarda lo sviluppo della propria flotta di superficie senza equipaggio. A ricordarlo, nelle ultime ore, sono state due notizie distinte ma relative allo stesso tema.

Il 17 luglio, al largo delle Hawaii, un Global Autonomous Reconnaissance Craft (Grac) è stato protagonista di un’esercitazione con munizionamento in cui ha affondato la (dismessa) nave d’assalto anfibio Uss Peleliu. Il Garc è costruito dalla BlackSea Technologies, azienda con sede a Baltimora, che lo descrive come il più collaudato tra i battelli senza pilota di piccole dimensioni. Le misure sono effettivamente contenute, considerando che l’Usv è lungo poco meno di cinque metri, ma esso può comunque portare fino a circa 450 chili di carico e percorrere 700 miglia nautiche (circa 1.300 chilometri) a una velocità di 22 nodi. Può essere pilotato singolarmente oppure fatto operare in gruppo, in una logica di swarming, sia con guida manuale che in modo automatico, assegnandogli via radar un bersaglio da seguire.