C'è una frase, sepolta in un documento militare americano, che gli storici potrebbero rileggere tra vent'anni con un brivido. La velocità della guerra futura, insieme ai progressi degli avversari nell'AI, potrebbe richiedere alle forze armate l'adozione di sistemi completamente autonomi: così recita la nuova dottrina di targeting del Pentagono, nel capitolo dedicato al futuro della selezione dei bersagli.
Tradotto dal linguaggio delle stelle e strisce: potrebbe arrivare il giorno in cui la decisione di colpire, e quindi di uccidere, non passerà più da una mano umana.
L'amministrazione Trump sta spingendo le forze armate a usare l'intelligenza artificiale, mettendo alla prova la storica opposizione ai sistemi d'arma capaci di scegliere e attaccare bersagli in autonomia, rivela oggi il Washington Post. Non è più un dibattito accademico. È una direzione di governo.
Novanta giorni per riscrivere le regole
Per capire la portata della svolta bisogna partire dalle regole attuali. La politica ufficiale del Pentagono, la direttiva 3000.09 (qui il Pdf in inglese) , stabilisce che le armi autonome debbano essere progettate per consentire a comandanti e operatori di esercitare "livelli appropriati di giudizio umano" sull'uso della forza. Una formula ambigua, dicono da anni gli analisti, ma pur sempre un argine.






