HomeTechLa guerra del futuro passa dall'IA: il vero incubo è un ‘cyber Pearl Harbor’Gli eserciti investono miliardi negli agenti di intelligenza artificiale, ma un sistema compromesso potrebbe trasformarsi da arma strategica a pericoloso punto deboleL'IA è sempre più impiegata in ambito militare e aumentano i pericoli di attacchi hacker (iStock)Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 4 agosto 2026 – L'intelligenza artificiale è destinata a cambiare il volto della guerra. E in parte lo sta già facendo. Gli eserciti di tutto il mondo stanno investendo miliardi di euro nello sviluppo di agenti intelligenti capaci di analizzare informazioni, coordinare droni, individuare bersagli e assistere i comandanti nelle decisioni operative. Ma più aumenta il loro peso sul campo di battaglia, più cresce una domanda destinata a diventare centrale: cosa accadrebbe se qualcuno riuscisse a prenderne il controllo?
IA in campo militare: cosa accadrebbe se qualcuno ne prendesse il controllo?
È il tema affrontato da EE Times, che mette in guardia sulla vulnerabilità degli agenti di IA agli attacchi informatici. A differenza dei software tradizionali, questi sistemi imparano, elaborano enormi quantità di dati e interagiscono con altre piattaforme digitali. Proprio questa complessità amplia la superficie d'attacco e offre nuove opportunità a cybercriminali e servizi d'intelligence ostili. Lo scenario più inquietante non è soltanto il furto di informazioni riservate. Un avversario potrebbe alterare i dati con cui opera l'intelligenza artificiale, manipolare le sue risposte o spingerla a prendere decisioni errate. In un contesto militare, anche un piccolo errore potrebbe tradursi nell'identificazione di un obiettivo sbagliato, nel coordinamento fallimentare di un'operazione o nella paralisi di un'intera rete di comando.







