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Solo 2.300 chilometri di tratte autostradali realizzati in più di cinquant’anni. «La rete autostradale italiana, negli anni ‘70, era la più estesa in Europa, con i suoi circa 4.700 chilometri, mentre oggi, a oltre cinquant’anni di distanza, abbiamo solo faticosamente raggiunto i 7mila chilometri di rete complessiva, considerando che oltre il 50% delle tratte sono state costruite antecedentemente al 1970».
A rivelarlo è Fabrizio Larini, nuovo presidente di Aiscat, l’Associazione italiana società concessionarie autostrade e trafori che pochi giorni fa ha tenuto l’assemblea pubblica per i 60 anni dalla fondazione. Un evento al quale ha partecipato, tra gli altri, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini.
L'impatto economico delle concessionarie autostradali
La nuova fase avviata da Aiscat si inserisce in un contesto che conferma la centralità del comparto per il sistema paese. I dati del Rapporto di sostenibilità 2025 dell’associazione evidenziano come nel 2024 le concessionarie associate abbiano generato 4,81 miliardi di euro di valore aggiunto globale netto, restituendo 1,36 miliardi di euro alla pubblica amministrazione sotto forma di imposte, tasse e oneri concessori. Le associate gestiscono circa l’84% della rete autostradale nazionale a pedaggio, pari a oltre 5.100 chilometri.














