Basta gambe e fondoschiena in primo piano: lo sport femminile cambia finalmente sguardo

Blanka Vlašić @EBU

Niente immagini dal basso, niente zoom invadenti e fuori contesto, niente rallenty che trasformano un gesto atletico in un dettaglio da osservare e basta coi primi piani prolungati su parti del corpo che non hanno nulla a che fare con la gara. Sono donne e prima di tutto sono atlete e oltre quelle gambe muscolose che spingono, saltano, corrono e conquistano medaglie, c’è molto altro: anni di allenamento, disciplina, tecnica, fatica, concentrazione.

È proprio da qui che nasce la nuova battaglia contro la sessualizzazione dello sport femminile: restituire alle sportive il diritto di essere raccontate per ciò che fanno, non per come il loro corpo può essere ripreso.

L’EBU (European Broadcasting Union), l’Unione Europea di Radiodiffusione, in collaborazione con European Athletics, ha pubblicato nuove linee guida (Raising the Bar: Guidelines for respectful media coverage in women’s athletics – Alzare l’asticella: linee guida per una copertura mediatica rispettosa nell’atletica femminile), per evitare che le riprese televisive delle gare di atletica femminile scivolino verso rappresentazioni fuori luogo o voyeuristiche.