Un nuovo protocollo europeo ridisegna le regole della regia per i grandi eventi sportivi. Stop a zoom indiscreti e riprese dal basso per rimettere al centro solo il talento agonistico delle atlete
Le inquadrature ravvicinate, gli zoom e i primi piani sui corpi delle atlete mentre gareggiano stanno per sparire dalla televisione. Oggi, questo modo di raccontare lo sport, che riguarda solo le sportive però, viene definitivamente messo da parte. Una nuova svolta, nata in Europa, promette di cambiare il modo in cui riprendere le gare in TV, eliminando le angolazioni maliziose per rimettere al centro solo il talento e la competizione.
Riprese tv delle atlete: stop al “male gaze”
La spinta per questo cambiamento profondo arriva da una collaborazione importante. L’Ebu, l’organo che unisce i principali canali televisivi pubblici del continente, ha deciso di dire basta e, insieme alla European Athletics e con il sostegno diretto di atleti di altissimo livello, ha redatto un protocollo inedito per eliminare il cosiddetto “male gaze” dietro le inquadrature, espressione che indica lo sguardo maschile che decide cosa mostrare, finendo in questo caso per trasformare un gesto atletico straordinario in un’immagine sessualizzata per il pubblico a casa.










