Raccontare lo sport mettendo al centro la prestazione e non il corpo delle atlete. È questo l’obiettivo di “Raising the Bar”, il nuovo documento pubblicato dall’European Broadcasting Union (EBU) – l’alleanza dei media di servizio pubblico di cui fa parte anche la Rai – in collaborazione con European Athletics, che introduce una serie di linee guida destinate a registi, operatori di ripresa e broadcaster per migliorare la qualità della copertura televisiva delle competizioni femminili. Il principio alla base del documento è semplice: le immagini trasmesse in televisione influenzano il modo in cui il pubblico percepisce le atlete. Per questo motivo l’EBU invita a privilegiare inquadrature che valorizzino tecnica, forza, gesto atletico ed emozioni, evitando invece riprese che possano risultare sessualizzanti o distogliere l’attenzione dalla prestazione sportiva.

Il documento non si limita ai principi generali, ma analizza decine di situazioni reali mostrando, attraverso schemi e fotogrammi, quali inquadrature siano consigliate e quali invece sarebbe meglio evitare. Tra gli esempi più significativi c’è il salto con l’asta. L’EBU sconsiglia le telecamere collocate frontalmente e molto in basso, che durante il superamento dell’asticella possono produrre immagini particolarmente invasive. La soluzione proposta è spostare la ripresa lateralmente o leggermente più in alto, ottenendo comunque un’ottima visuale della tecnica senza esporre inutilmente l’atleta. Indicazioni simili riguardano il salto in alto e il salto in lungo, dove vengono giudicate poco appropriate le riprese posteriori ravvicinate o quelle concentrate esclusivamente su alcune parti del corpo. Anche in questo caso il documento dimostra come gli stessi aspetti tecnici possano essere raccontati da angolazioni differenti, più efficaci anche dal punto di vista televisivo.