Dopo aver ricevuto l’incarico direttamente dalle mani del re, l’ex sindaco di Manchester, Andy Burnham, si è insediato a Downing street. Annunciando un piano piano decennale per mettere le basi a un cambiamento “profondo” del Regno Unito, del suo modello politico ed economico e provare a restituire “stabilità” al Paese, ma ha anticipato anche misure sociali immediate per dare “ossigeno” a chi sta peggio. E poi ha fatto la sua prima telefonata internazionale. A Donald Trump.

Chissà se il nuovo premier britannico ne ha avuto notizia, ma l’avvento di un primo ministro laburista proveniente dal nord Inghilterra, deciso a scardinare il sistema ed emulo delle strategie comunicative del presidente Usa, in Italia è stato raccontato da un romanzo uscito lo scorso aprile con Bonfirraro editore: Exit Queen, scacco alla regina, di Francesco Spartà e Marco Ubezio. Il protagonista del libro, insieme alla regina Elisabetta II, è Lionel Gorringe che, proprio ai nostri tempi (nella storia il principe Filippo, che nella realtà è morto nel 2021, è già scomparso), conquista Downing Street trasformando il rancore di una generazione in una vittoria elettorale travolgente.

Preso dall’ebbrezza della vittoria, Lionel si spinge oltre la soglia dell’impensabile: un referendum popolare sulla monarchia che, per via di un’alchimia normativa inglese, fa annunciare dalla stessa regina nel suo discorso di apertura del Parlamento. E, pur di vincere, non esita ad arruolare tra le fila dei suoi consulenti un ex spin doctor di Donald Trump. Che lo scaricherà dopo uno scontro di vedute sui rapporti da tenere con il capo di Stato cinese. Ma non è con lo spin doctor che Lionel dovrà fare i conti, bensì con un inaspettato nemico interno e un abile drammaturgo omosessuale di origini laburiste convertito alla causa della regina.