Andy Burnham ha un’idea per rilanciare il Regno Unito e meno di tre anni per dimostrare che possa funzionare. «Trasformeremo questo momento in un punto di svolta per la Gran Bretagna, introducendo i più grandi cambiamenti degli ultimi quarant’anni: un nuovo modello politico e un nuovo modello economico», ha detto davanti al numero 10 di Downing Street, in un discorso a braccio, subito dopo essere diventato il sesto premier britannico in un decennio. Il laburismo di Burnham è un socialismo territoriale. Lo Stato dovrebbe riprendere il controllo dei servizi essenziali, mentre una parte consistente del potere oggi concentrato a Londra passerebbe ai sindaci e alle amministrazioni locali. Le imprese rimarrebbero nel sistema come gestori e investitori. Tariffe e standard verrebbero fissati dall’autorità pubblica più vicina agli utenti.
Burnham promette di finanziare la costruzione di case comunali da affittare a canoni sociali. Nei trasporti vuole affidare alle autorità locali il controllo di linee e tariffe, lasciando alle imprese la gestione dei mezzi. Per acqua ed energia prevede regole più severe e l’intervento pubblico nelle società incapaci di garantire il servizio. Il nuovo premier vuole usare gli acquisti pubblici per favorire le imprese che producono nel Regno Unito e garantiscono forniture affidabili. Il nuovo premier del Regno Unito ha ribadito l’idea lanciata a giugno del «preventative state», uno Stato che investe nella prevenzione: spende prima per la casa, la salute mentale e l’ingresso nel lavoro, con l’obiettivo di ridurre negli anni successivi il costo dei sussidi e delle cure.












