La legale dell’uomo fermato a Bologna difende il suo assistito: “Momento di difficoltà sul lavoro, era preoccupato”

"Abderrahim Fakir era un essere umano". A raccontare chi era l'uomo morto a Bologna durante un fermo di polizia è la sua avvocata, Barbara Spinelli, in collegamento a Omnibus su La7. 42 anni, in Italia da quando ne aveva 7, Fakir era regolare e titolare di una ditta di facchinaggio che, negli ultimi tempi, aveva avuto qualche problema economico.

"Temeva di dover lasciare a casa i dipendenti", spiega la legale, ricostruendo lo stato d'animo dell'uomo prima dell'intervento delle forze dell'ordine a Bologna, lunedì 20 luglio. Un intervento chiesto dai residenti del quartiere Pilastro, dopo che l'uomo aveva dato in escandescenze, e finito in tragedia, con la morte di Fakir. Per fare luce, la procura ha aperto un'inchiesta che coinvolge i sei operatori presenti sul posto.

Abderrahim Fakir: il permesso di soggiorno e lo status in Italia

"Abderrahim Fakir era un cittadino marocchino che viveva in Italia fin da bambino. Le vicende relative al suo permesso di soggiorno, in realtà, sono irrilevanti - prosegue la legale - Io lo conosco da circa sei mesi, ma dai documenti in mio possesso risulta che sia stato quasi sempre regolarmente presente sul territorio italiano. La Questura sostiene che il suo permesso di soggiorno fosse stato revocato, ma la revoca di un permesso non significa automaticamente che una persona sia irregolare, perché è possibile richiedere un nuovo titolo di soggiorno".