Sono stati posti sigilli su un ufficio del settore sequestri del tribunale di Milano: è stata aperta un’inchiesta che riguarderebbe solo il dipendente dell’ufficio e non tutto il settore.

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"Vietato l'accesso. Locale posto sotto sequestro": è quanto si legge in un cartello affisso sulla porta dell'ufficio decreti di archiviazione, che si trova al settimo piano del Tribunale di Milano, che si occupa di beni sotto sequestro che vengono poi destinati al Fondo unico di Giustizia.

Sul caso è stata aperta un'indagine, coordinata dal procuratore capo Marcello Viola e guidata dal colonnello della polizia giudiziaria dei carabinieri Alessio Carparelli, che riguarda solo il dipendente in servizio all'ufficio "decreti di archiviazione", che si trova nello stesso piano che ospita i giudici per le indagini e le udienze preliminari, e non tutto il settore. Stando a quanto riportato dal quotidiano La Repubblica, la scorsa settimana ci sono state perquisizioni nell'ufficio e un sequestro probatorio. Poi, venerdì è comparso il cartello che ha sicuramente destato perplessità e sconcerto tra i dipendenti del tribunale e non solo. Il funzionario, come è ovvio che sia durante un'inchiesta di questo tipo, non sarebbe più in servizio. Gli approfondimenti riguarderebbero i documenti sui patrimoni. Le indagini sarebbero partite da una comunicazione dell'Agenzia delle Entrate, che avrebbe segnalato alcune anomalie ai pubblici ministeri. L'ufficio gestisce la burocrazia giudiziaria e la gestione dei soldi quindi sequestri, dissequestri, beni confiscati, risarcimenti. L'inchiesta si starebbe concentrando su un presunto ammanco. Nessuna delle ipotesi è, al momento, esclusa: potrebbe essersi trattato di un errore, una mala gestione di alcune pratiche, un'appropriazione o una distrazione di fondi.