Milano, 28 agosto 2026 – Negli scatoloni, alcuni aperti e nemmeno sigillati, mazzette di soldi falsi, orologi contraffatti, una decina di pistole, gratta e vinci. Corpi di reato che non è chiaro perché si trovassero in quella stanza del settore gip al settimo piano di Palazzo di Giustizia, posta sotto sequestro da luglio.
È parte del ricco inventario rinvenuto nell’ufficio — trasformato di fatto pure in uno spazio dove venivano custoditi beni sequestrati — dal quale il funzionario del Tribunale di Milano, l’ex autista Domenico B., 54 anni, avrebbe tramato di appropriarsi e trasferire quasi un milione di euro (confiscato in un procedimento per reati economici) a un uomo legato alla cosca Condello, clan della ‘ndrangheta calabrese.
Le ricerche dei carabinieri
I carabinieri della polizia giudiziaria sono tornati ieri in quell’ufficio alla ricerca di prove e indizi tra le carte passate sulla scrivania del funzionario e nell’archivio informatico per spiegare la genesi di quel modulo anomalo che ha fatto scattare sull’attenti Equitalia Giustizia. Una seconda attività di perquisizione e acquisizione “assolutamente doverosa”, afferma il legale del dipendente, Roberto Grittini, che ha anche annunciato che manifesterà alla Procura l’intenzione di fare interrogare il suo assistito dopo l’analisi del materiale. Sulla porta della stanza dell’ufficio Gip-Gup del Tribunale di Milano sono stati posti i sigilli per il sequestro










