MILANO, 27 AGO - E' in corso, come preannunciato, una seconda attività di perquisizione e acquisizione, da parte dei carabinieri della sezione polizia giudiziaria, al settimo piano del Palazzo di Giustizia di Milano nell'ufficio, posto sotto sequestro a luglio, dove lavorava l'autista e funzionario amministrativo finito al centro di una inchiesta per tentata truffa e falso con l'aggravante mafiosa e anche di contestuali verifiche dei vertici del Tribunale. Secondo le indagini del pm Stefano Ammendola, il dipendente amministrativo, 54 anni, avrebbe tentato di far arrivare quasi un milione di euro, somma che era stata confiscata in un procedimento, ad un uomo della 'ndrangheta, precisamente della "cosca Condello", anche lui indagato. Oggi, da quanto si è saputo, alla presenza anche del difensore del 54enne, l'avvocato Roberto Grittini, gli investigatori stanno lavorando per acquisire tutti i fascicoli passati per le mani del funzionario, che si occupava anche della gestione dei dissequestri (per somme per milioni di euro), per verificare altre presunte irregolarità. E stanno cercando documentazione su quel procedimento con al centro il tentativo di dirottare quasi un milione. Carte che, però, secondo la difesa, non stanno in quell'ufficio.