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Fulvio Bufi

Segni di fratture dai primi esami ma non di colpi d'arma da fuoco, oggi l'autopsia. Ancora giallo sul movente: si indaga sulle relazioni personali. Il secondo lavoro soltanto millantato

Ossa rotte in tutto il corpo, dal cranio in giù. Il cadavere di Luigi Esposito, detto «Luca», il giornalista cinquantatreenne trovato carbonizzato nella notte tra sabato e domenica in una zona di campagna di Eboli, era completamente devastato. Ma soltanto l’autopsia, che sarà fatta oggi, potrà dire se a causare tante fratture siano state violenti percosse che l’uomo potrebbe aver subito, o se invece il fuoco abbia consumato talmente il corpo da arrivare addirittura a spaccarne le ossa.

Come è stato ucciso il giornalista Esposito?È il primo punto da chiarire in questa complicata vicenda in cui nessuna cosa sembra essere come appare. Non distante dal cadavere, per esempio, domenica notte è stato rinvenuto un proiettile, e si è subito pensato che potesse essere il colpo che ha ucciso Esposito. Ma ulteriori rilievi scientifici e balistici fanno mettere in dubbio anche questa ipotesi: il giornalista, cioè, potrebbe essere stato ucciso in altro modo, ma le condizioni del corpo hanno reso finora impossibile stabilire come. Non ci sono certezze nemmeno che Esposito sia stato ucciso dove è stato poi scoperto il cadavere, anche se in questo caso ci sono elementi che farebbero ritenere che il luogo del ritrovamento coincida con quello del delitto. Poco distante era infatti parcheggiata la Lancia Y del giornalista. Era chiusa e durante i rilievi è stata trovata la chiave, che verosimilmente la vittima aveva in tasca prima che il suo corpo venisse dato alle fiamme.