di
Ersilia Gillio
L'esame autoptico dovrà proseguire per effettuare altre analisi. Il giallo della telecamera di sorveglianza sparita vicina al luogo dov'è stato trovato il corpo
Non è bastata l'autopsia sui resti del corpo carbonizzato di Luigi Esposito, il giornalista 53enne, conosciuto come Luca, ritrovato nelle primissime ore di domenica scorsa, in una zona rurale della località Cioffi, ad Eboli in provincia di Salerno. Gabriele Casaburi, il medico legale che questo pomeriggio ha effettuato l'esame autoptico, alla presenza del consulente di parte nominato dalle due sorelle di Esposito, Raimo, ha ritenuto necessarie ulteriori indagini di laboratorio di istologia, tossicologia e genetica. Il corpo dunque resta sotto sequestro. A richiederlo le condizioni del cadavere, carbonizzato e con fratture multiple su gran parte del volto, alle costole e al bacino, come rivelato dalla Tac total body, effettuata all’ospedale di Eboli, nella mattinata di ieri.
Nessun segno invece riconducibile al foro di un proiettile, sebbene sul posto sia stato trovato un bossolo. Circostanza che ha lasciato ipotizzare un pestaggio, forse effettuato con un corpo contundente alla ricerca del quale, questa mattina, si sono mossi anche i sommozzatori dei carabinieri che hanno anche dragato un canale vicino al luogo dell'omicidio alla ricerca di elementi utili alle indagini, magari oggetti contundenti. I carabinieri sarebbero anche alla ricerca del cellulare del giornalista che non sarebbe stato trovato nè vicino al corpo, nè nell'auto. In casa, a Fisciano, invece sono stati sequestrati altri cellulari e il personal computer. Già ieri, i tabulati telefonici avevano individuato un ultimo collegamento whatsapp alle 22,47. Poi più nulla. Circostanza che ha aperto la strada all'ipotesi che l'omicidio sia avvenuto entro la mezzanotte. Tra l'altro, a sostegno di questa tesi, anche le dichiarazioni dei colleghi di un quotidiano locale con cui Esposito collaborava.













