Cinque posti garantiti invece di sei nonostante l’organizzazione del viaggio sia stato fatto ad aprile e con altre garanzie: ecco cosa è successo e la ferma condanna del presidente del Comitato Paralimpico

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Un episodio che è stato fermamente condannato dal Comitato italiano Paralimpico (Cip). La Nazionale italiana di powerchair football non è riuscita a imbarcarsi sul volo per Glasgow, in partenza da Roma Fiumicino, perché sul volo EasyJet non c’era abbastanza spazio per tutte e sei le carrozzine degli atleti paralimpici, la disponibilità era al massimo di cinque. Gli atletCosa è successoIl Cip ha ricostruito, con ferma condanna, l’accaduto sul proprio sito web. Già ad aprile la Fipps (Federazione italiana paralimpica powerchair sport) aveva chiesto e ottenuto l’ok da parte di EasyJet la possibilità di ospitare sei atleti con disabilità con le carrozzine per la mobilità quotidiana e sei carrozzine speciali da gioco. Per evitare ogni disguido o brutte sorprese, prima della partenza è avvenuto uno scambio di Pec. Il vietato imbarco a FiumicinoI fatti, però, raccontano una storia diversa: una volta che tutta la squadra era già davanti al gate per imbarcarsi, la compagnia low-cost avrebbe comunicato l’impossibilità di accogliere tutti e sei gli atleti. Nel volo in partenza con un Airbus A320, infatti, c’era spazio soltanto per cinque carrozzine, una sarebbe rimasta comunque fuori. Logicamente, la squadra non è partita: la trasferta scozzese era stata organizzata per partecipare a un torneo internazionale in preparazione dei prossimi campionati del Mondo in Argentina."Vergogna inaccettabile”Il presidente del Comitato, Marco Giunio De Sanctis, ha parlato senza giri di parole. "Quanto accaduto all'aeroporto di Fiumicino è una vergogna inaccettabile che ci riporta indietro di decenni sul fronte dei diritti umani e sociali. Soltanto ieri sera ero insieme ai ragazzi della Nazionale: erano entusiasti per questa trasferta, pieni di passione e determinazione, e immagino la profonda e dolorosa delusione che stanno vivendo in queste ore. Episodi del genere dimostrano, ancora una volta, quanto la pari dignità sia purtroppo soltanto formale e non ancora sostanziale”. De Sanctis ha aggiunto che “Le carrozzine per un atleta paralimpico non sono un ‘extra’ o un bagaglio ingombrante, ma l'estensione del proprio corpo”.Il Comitato fa sapere che si tratta di un triplo danno. “Umano, per i sacrifici compiuti dagli atleti arrivati da ogni parte d'Italia e costretti a rinunciare al sogno di indossare la maglia azzurra in Scozia; sportivo, in quanto compromette la preparazione agli imminenti Mondiali; ed economico, gravando sui bilanci federali per oltre 20mila euro tra biglietti, alloggi e logistica persa”.La condanna dei ministriL’episodio ha fatto molto rumore anche in ambito politico: il ministro per lo Sport, Andrea Abodi, ha definito l’episodio “di una gravità estrema”; la ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli, ha parlato di un fatto “gravissimo e inaccettabile” con la speranza che EasyJet “risponda immediatamente chiarendo la sua posizione dopo aver impedito il diritto di viaggio ai passeggeri con disabilità”.