La Nazionale italiana di Powerchair Football è rimasta a terra all’aeroporto di Fiumicino a causa di un problema legato all’imbarco dei propri presidi. La compagnia EasyJet ha infatti comunicato l’impossibilità di trasportare tutti gli ausili speciali, bloccando la partenza degli atleti paralimpici diretti a un torneo a Glasgow.

Il mancato imbarco della squadra azzurra

La proposta di EasyJet e la reazione del Ministero dello Sport

L'azione legale del cip a tutela dei diritti negati agli atleti paralimpici

Il mancato imbarco della squadra azzurraLa trasferta calcistica in Scozia si è interrotta direttamente all’interno dello scalo romano. La selezione azzurra doveva salire a bordo del volo per prendere parte a una competizione propedeutica in vista del torneo programmato in Sudamerica. Tuttavia, i passeggeri non sono potuti partire a causa del provvedimento della compagnia aerea, che ha dichiarato l’impossibilità logistica di accogliere nella stiva tutti i dispositivi di mobilità dei componenti del gruppo.La Federazione italiana paralimpica Powerchair Sport ha specificato che la pianificazione del viaggio era stata avviata nel mese di aprile, segnalando formalmente la presenza di sei sportivi con disabilità. Ognuno di loro avrebbe viaggiato sia con la propria sedia a rotelle utilizzata per le necessità quotidiane, sia con le speciali carrozzine da gioco impiegate per le partite ufficiali.ANSAEasyJet nega l'imbarco agli atleti paralimpici senza preavviso, il Ministro Abodi: Secondo quanto comunicato dai responsabili della Federazione, la compagnia aerea aveva inizialmente rilasciato una formale autorizzazione preventiva per il trasporto dei presidi. Successivamente, prima del giorno della partenza, l’organizzazione ha inviato una seconda comunicazione via posta elettronica certificata per verificare i dettagli strutturali del viaggio, la quale è rimasta priva di riscontro. Le linee guida ufficiali del vettore specificano che gli utenti devono segnalare le richieste di assistenza e i presidi di mobilità sul sito internet almeno 48 ore prima della partenza.Per quanto riguarda le attrezzature specialistiche e le sedute con un peso superiore ai 60 chilogrammi, è inoltre prevista una specifica approvazione preventiva da parte della stessa azienda.La proposta di EasyJet e la reazione del Ministero dello SportLa notifica dello stop è giunta prima del volo fissato per le ore 11.55. Alle 10.15 il personale ha riferito che il modello di Airbus A320 impiegato sulla tratta poteva contenere al massimo cinque carrozzine complessive, impedendo la partenza dell’intero gruppo secondo il piano originario. La soluzione prospettata ai passeggeri prevedeva la divisione della squadra, lasciando un atleta a terra a Roma e spedendo l’attrezzatura sportiva a Edimburgo anziché a Glasgow, opzione respinta dalla Federazione. Sulla vicenda si è espresso il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, evidenziando che i dispositivi erano indispensabili sia per le gare sia per gli spostamenti quotidiani della delegazione.