TRENTO. Sbucano le tende anche in città, ai margini del centro storico. Dopo le numerose segnalazioni di accampamenti lungo l'Adige, in particolare nei pressi dei ponti, dove è possibile ricavare un giaciglio al coperto, le persone sembrano cercare riparo anche in altre aree del capoluogo.
E cioè, sempre di più sotto porticati e sotto le tettoie lungo le vie. Una tenda è stata notata da alcuni passanti anche in via Gazzoletti, all'incrocio con piazza Silvio Pellico, davanti all'ingresso di Pensplan Centrum.
Cosa che finora non era mai stata registrata, seppur quel punto sia spesso utilizzato come riparo perché al coperto. I numeri - come riportato qualche settimana fa - non mentono: le liste d'attesa per i richiedenti protezione internazionale e i senza fissa dimora sono lunghe e scorrono ormai a rilento.
Ma a questo si deve aggiungere anche un altro elemento di un certo peso: il taglio dei posti in accoglienza, con l'obiettivo del dimezzamento di quelli presenti sul territorio provinciale, come stabilito dagli accordi fra il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi e il presidente Maurizio Fugatti. Accordo che (insieme alla realizzazione di un Cpr a Trento) ora sembra prendere realmente forma con lo sbarramento di alcuni posti nei centri di prima accoglienza già attivi. Ciò significa che, rispetto alla capienza totale, gradualmente le strutture non verranno più riempite del tutto. I dati erano stati forniti da Piazza Dante, sollecitata da un'interrogazione presentata dal consigliere dem, Paolo Zanella. Considerando le strutture con oltre 50 ospiti, al 30 giugno 2026, la Residenza Fersina di via al Desert, registrava 251 posti occupati su una capienza totale di 260. Nove in meno.








