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Il comune di Bologna sta cercando una soluzione temporanea per spostare le persone senza casa che da mesi vivono in tenda sotto al portico della chiesa dell’Annunziata, nel quartiere Santo Stefano: attualmente sono una dozzina. Molte di loro hanno un lavoro precario, altre sono disoccupate, e in questi mesi sono state spesso al centro del dibattito pubblico che si è sviluppato intorno ai problemi abitativi di Bologna: per molti sono il segno più visibile del fatto che anche chi ha un lavoro di questi tempi fa fatica a trovare un affitto sostenibile in città.
Il comune ha fatto sapere che in questi giorni inizieranno i colloqui degli operatori sociali con le persone che attualmente vivono in tenda. Le ipotesi per trovare una soluzione temporanea che permetta loro di non dormire per strada sono tre, come ha spiegato l’assessora al welfare Matilde Madrid: «A chi ha un maggiore grado di autonomia saranno proposte delle stanze, al momento inutilizzate, in un immobile dell’opera di Padre Marella nella prima periferia». Altre saranno invece accolte nei dormitori previsti dal Piano allerte climatiche, quello predisposto dal comune con l’obiettivo di garantire un riparo nei periodi più freddi alle persone che si trovano in condizioni di vulnerabilità. E altre ancora andranno nei nuovi moduli abitativi di via Terracini: quindici container riscaldati, con letti e bagni.






