Hanno sistemato una tenda, all’ingresso del palazzo della Prefettura di Genova: “Perché è qui che rischiano di finire le persone, senza una casa popolare: tredici milioni persi si traducono in 600 alloggi da assegnare in meno. È una bomba sociale che innescherà una guerra tra poveri”. I sindacati degli inquilini uniti - Sunia (Cgil), Sicet (Cisl) e Uniat (Uil) - hanno chiesto alla prefetta Cinzia Torraco di fare pressione sul governo perché il decreto che assegnava 970 milioni a livello nazionale all’edilizia residenziale pubblica torni in consiglio dei ministri. “Non è accettabile congelare questi fondi per finanziare la guerra mentre tanti fanno profitti a go go - incalza Bruno Manganaro, segretario Sunia Genova - mentre a Genova ci sono duemila alloggi popolari vuoti, perché da ristrutturare”

“Martedì pomeriggio - aggiunge Stefano Salvetti di Sicet - incontreremo Marco Bucci e Marco Scajola, e il 21 aprile la sindaca Silvia Salis con l’assessore Davide Patrone. Chiederemo a Regione e Comune atti formali. Non bisogna essere complici di questa vergogna: l’obiettivo è che Salis faccia appello anche agli altri sindaci. L’emergenza abitativa non può ricadere sugli enti locali: i fondi c’erano e devono arrivare a destinazione”.